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RETURN TO CASTLE WOLFENSTEIN
Data: 1/2002
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E’ finalmente arrivato un gioco di azione atteso da anni, “discendente” diretto del titolo che ha dato origine al genere dei FPS.
Chiunque di voi sia un fan del genere dei giochi di azione in prima persona e che quindi, da Doom in poi, si è sollazzato a far fuori smisurate quantità di nemici, deve qualcosa necessariamente a Castle Wolfenstein, titolo amatissimo per Apple II, e soprattutto al sequel, ovvero Wolfenstein 3D, che ha dato origine al genere dei giochi di azione in prima persona.
Potrete quindi capire l’attesa relativa a un gioco, prodotto dalla Id Software, che prometteva molto, tanto, forse pure troppo...
Id Software ha affidato a ben due team di sviluppo questo titolo così importante per la casa che ha prodotto titoli come Doom e Quake:
Gray Matter Studios ha curato il gioco in single player, mentre Nerve Software si è interessata della modalità in multiplayer.
In anticipo sul diretto rivale, Medal of Honor della Electronic Arts, come genere e tematiche, Return to Castle Wolfenstein ci fa ricoprire il ruolo di una spia alleata, B.J. Blazkowicz, catturata dai Nazisti insieme a un compagno, impegnato in missione per scoprire cosa si celi tra gli oscuri anfratti di Castle Wolfenstein, dove i tedeschi sono impegnati a portare avanti esperimenti aberranti su nuovi soldati, un tantino particolari, ovvero zombie assetati di sangue...
Sì, detta così, sembrerebbe una trama ripresa direttamente da una pellicola prodotta dalla Troma, ma lo scenario che vi si parerà davanti non sarà poi così dissimile da altri titoli dello stesso genere.
Basato sul motore grafico di Quake III Team Arena, Return to Castle Wolfenstein è in definitiva un tipico shooter, del genere “spara e fuggi” con alcuni elementi di gioco “furtivo”, cercando di muoversi con attenzione fra i vari pericoli, senza necessariamente farsi largo a colpi di mitra, ma cercando di superare alcuni punti difficili con agilità e furtività.
Non pensate comunque di trovarvi di fronte a un diretto discendente di Metal Gear Solid, il lato sparatutto prende spesso e volentieri il sopravvento.
Vi ritroverete più di una volta in una situazione non facile, in cui dovrete decidere quale tattica attuare. Trovando dietro una porta due soldati di guardia che vi bloccano l’accesso, valutate bene se la strategia da mettere in atto sia semplicemente quella di farli fuori con il vostro mitragliatore, o cercando una via alternativa alla soluzione più sbrigativa.
L’Intelligenza Artificiale, ago della bilancia nel giudizio di un titolo di azione, supera l’esame, anche se non a pieni voti.
I vari nemici che vi si pareranno di fronte non si immoleranno sotto i vostri colpi come delle vittime sacrificali, ma cercheranno di mettervi in difficoltà riparandosi dietro ostacoli fisici, cercando di colpirvi a loro volta.
Non aspettatevi però tattiche di guerriglia, o “lavoro di gruppo” tra i vari soldati per cercare di farvi la festa; sotto questo aspetto, titoli del recente passato sono ancora insuperati.
Le scene animate che intervallano l’azione, testimoniando il procedere della trama, pur spiccando per fluidità e una grafica notevole, non brillano per originalità e ritmo, risultando a volte noiose e non fondamentali.
Difficilmente i dialoghi tra i personaggi vi colpiranno positivamente per contenuti e umorismo, anche se il doppiaggio è comunque ben realizzato, nonostante l’accento tedesco “simil-Sturmtruppen” usato dalle guardie e dai nemici per apostrofarvi.
Se quindi la storia, che vede voi, spia Alleata, alle prese con scienziati nazisti impegnati a costruire un esercito di “supersoldatizombie” non brilla particolarmente, la grafica non delude le aspettative, pur non raggiungendo i massimi livelli.
Il motore grafico fa in pieno il proprio dovere, testimoniato dagli ottimi scenari proposti nei 27 diversi livelli che compongono le 7 missioni da portare a termine, molto vari e ben realizzati.
É decisamente apprezzabile l’alternarsi di ambientazioni all’aperto, con locazioni più simil-dungeon, con tombe ricolme di zombie e sotterranei del castello brulicanti di soldati del Terzo Reich.
La qualità e il livello di dettaglio delle textures e dei giochi di luce sono veramente notevoli, così come le armi, i personaggi e le animazioni sono veramente spettacolari.
Noterete che, seppur numerosi, i soldati tedeschi non sono tutti uguali, ma saranno riprodotti in diversi modelli, particolare non da poco, ve lo possiamo assicurare!
Un’altra chicca che merita di essere segnalata è l’animazione dei vari personaggi, in particolare quelle delle guardie, ancora ignare della vostra incombente e minacciosa presenza, che si accenderanno la loro ultima sigaretta, prima che li facciate fuori con le vostre armi mortali.
Le armi sono riprodotte fedelmente, e quindi ritroverete i mitra e le bombe a mano che da anni imperversano in tutti i film bellici ispirati alle vicende della Seconda Guerra Mondiale.
Anche la parte sonora è all’altezza delle aspettative, con effetti ben fatti e che costituiscono parte integrante dell’aspetto ludico: difficile passare inosservati quando dovete aprire le porte a calci...
Il suono dei passi sarà diverso a seconda del terreno su cui vi ritrovate a camminare; ai più potrebbe sembrare non fondamentale, ma quando capirete la rilevanza che questo particolare ricopre nel gioco, allora rivaluterete le vostre affrettate valutazioni.
Per quanto riguarda l’aspetto multiplayer, Return to Castle Wolfenstein mostra in questa modalità probabilmente il meglio di sé stesso.
Oltre alle modalità di default, come Deathmatch e Cattura la Bandiera, Nerve Software ha implementato funzioni decisamente originali, incentrate sul “gioco di squadra”, permettendo di vivere situazioni decisamente emozionanti ed elaborate. Vi ritroverete coinvolti in mappe che presentano diversi obiettivi da raggiungere, cui adempiere in sequenza, per portare così a termine la missione.
Veramente notevoli altre mappe a disposizione dei giocatori, che vi faranno ricoprire sia il ruolo di attaccante che di difensore, sia a voi che al team avversario, aumentando sensibilmente il livello di gioco di Return to Castle Wolfenstein.
Come non esaltarsi con i diversi ruoli da ricoprire per i vari giocatori che comporranno il team d’assalto, ognuno caratterizzato e con le proprie mansioni, tutti ugualmente indispensabili e funzionali.
In conclusione Return to Castle Wolfenstein è, per quanto riguarda la modalità single player, un gioco di qualità, ma non il migliore sulla piazza, mentre in multiplayer i punti a favore di questo gioco aumentano notevolmente.
Se la modalità single player non è al livello come “shooter puro” di Serious Sam, o per giocabilità e spettacolarità di Max Payne, Return to Castle Wolfenstein è un titolo che non passerà comunque inosservato.
(Fabrizio Rolla)

REQUISITI MINIMI
Sistema Operativo: Windows 98/Me/2000
Processore: Pentium II 400 Mhz
RAM: 128 MB
CD ROM: 4x
Scheda Video: 16MB, richiesta scheda 3D

Valutazioni
Pro:
+ Animazioni e textures di qualità
+ Gli effetti sonori ricoprono un importante ruolo nel gioco
+ Modalità Multiplayer
Contro:
- Intelligenza Artificiale non ottimale
- Storia non entusiasmante
Impressioni: Bello da vedere e da giocare, soprattutto in Multiplayer!
 
Grafica: 9 Sonoro: 9 Giocabilità: 9 Globale: 94